Per il primo album degli UROCK, abbiamo scelto di intraprendere una strada comunicativa particolare.
È il primo album della band. È prodotto da Alan Parsons e Jack Endino, due monumenti della musica rock mondiale.

Note:Michelangelo Buonarroti, Photoshop, Illustrator, Nikon D3 (molta caffeina, Carta&Matite)

UROCK - The Album

Cliente: UROCK

Lavoro: Concept – ProgettoDesignGraficaComunicazioneElaborazione immagini

La creazione del Rock

Per il primo album degli UROCK, abbiamo scelto di intraprendere una strada comunicativa particolare. È il primo album della band. È prodotto da Alan Parsons e Jack Endino, due monumenti della musica rock mondiale: il primo ha prodotto, fra gli altri, i Beatles e i Pink Floyd; il secondo i Nirvana.

Volevano qualcosa di speciale, che esprimesse il senso della loro opera prima e l’importanza che annettevano ai loro “padrini”: oltre ad Alan e Jack, Paolo Mazzullo, il fondatore di RadioRock.

You rock = UROCK

Quale immagine è più iconografica della Creazione di Adamo, dell’Immenso Michelangelo?

L’artwork della copertina è dunque stato incentrato sulla Creazione, con il cantante – Umbertonei panni di Adamo e Paolo Mazzullo nei panni del Creatore, con la sua mano che si trasforma nel gesto “You Rock”, che poi è il nome della band. Alle spalle di Paolo tutti i musicisti del gruppo, a sorreggerlo e aiutarlo nell’atto creativo. A fare da cornice, Jack Endino e Remo Remotti, anche lui parte del progetto.

Una scelta metaforica di impatto e di grande riconoscibilità, ovviamente grazie a uno dei gesti immortali – o al Gesto Immortale – della storia dell’arte. Trattandosi di “linguaggio rock”, questo tipo di operazioni non è blasfemia artistica, ma semplicemente una lettura provocatoria e un riconoscente omaggio a un genio immortale.

Oltre l'iconografia

L’interno del disco ha un sapore differente, sempre restando nell’ambito della Cappella Sistina.

La creazione del Rock riguarda gli uomini comuni e non santi o profeti: questo ci ha indotto a dare un significato alle figure di contorno dell’opera michelangiolesca, scegliendo gli ignudi, vero e proprio trattato di pittura e scultura, per raffigurare i componenti della band.

Abbiamo preso le figure marginali delle storie della Sistina e le abbiamo messe al centro della narrazione, a fare da “colonna sonora” alla volta.

Gli ignudi hanno dunque preso le sembianze dei musicisti del gruppo, in una nuova lettura della loro presenza nella composizione.

Gli uomini di contorno salgono agli onori della cronaca della cappella, così come i musicisti rock hanno guadagnato un ruolo di primo piano nel mondo grazie all’esplosione di questo genere.

In ultima analisi, a nostro avviso, la parte più rinascimentale di tutta la volta – la parte più michelangiolesca – viene messa al centro della narrazione: l’uomo qualunque, quello che fino all’avvento della musica come fenomeno di massa globale è stato sempre una figura di contorno.

Il rinascimento mette l’uomo moderno al centro del mondo, la musica Rock mette l’arte al centro della vita dell’uomo moderno.

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